Progetto BuonaRINascita

L’Associazione Buona Nascita Onlus di Carpi (Mo) si propone di sostenere la “Buona Nascita” attraverso varie forme: la promozione del benessere della donna e del bambino durante la gravidanza, al momento del parto e nel post-parto la formazione degli operatori, il sostegno delle gravide in difficoltà, la promozione di modelli d’integrazione culturale delle mamme straniere, la promozione della ricerca scientifica.

Sos Mamy è un progetto specifico promosso dall’associazione; un  progetto di aiuto anche a domicilio rivolto alle neo–mamme che spesso si trovano ad affrontare  difficoltà pratiche ed emotive  nei primi giorni dopo il parto, dopo la dimissione dall’ospedale, che avviene sempre più precocemente.

Spesso infatti le mamme si ritrovano a vivere la nuova realtà senza  la rete dei parenti  che le sostenga nei primi giorni del puerperio. (www.sosmamy.org).

Dopo il sisma e il ripetersi delle scosse del Maggio 2012 i servizi e le strutture socio – sanitarie del Distretto di Carpi e dell’intera Area Nord della nostra Provincia hanno subito importanti danni compromettendo tra l’altro l’intero Percorso Nascita, essendo venuti a mancare contemporaneamente i due punti nascita dell’area (Carpi e Mirandola) e servizi a loro connessi.

La popolazione di questa area conta circa 220.000 persone e ogni anno si effettuano oltre 2.100 parti, un terzo dell’intera Provincia di Modena. Dal 20 Maggio e dopo le ulteriori scosse del 29 maggio tutto questo è in crisi. I punti di riferimento sono venuti meno.

Il terremoto è un evento che più di tutti ci fa perdere sicurezza.
Non solo perché si perdono (o si rischia di perdere) i nostri punti di riferimento esterni (casa, paese, abitudini, persone care… ecc), ma anche perché il nostro stesso punto di riferimento interno, il punto dentro di noi, dove possiamo avvertire la sensazione di essere “in salvo”, viene, in qualche modo, scombinato.
La terra è ciò che normalmente ci dà sostegno, anche proprio fisico, stiamo in piedi mettendo i piedi a terra, camminiamo sulla terra, se cadiamo la terra ci dà sostegno.
Quando la terra vibra e si scuote, la nostra sensazione è di non avere più, a livello percettivo, questo appoggio e questo sostegno. Tutto il nostro dentro allora è come se andasse fuori asse. La cosa positiva, di tutto questo, è che piano, piano, questo asse lo si può ritrovare.
Le scosse ripetute hanno contribuito a mantenere alta l’attivazione, la percezione di minaccia e immediata catastrofe; hanno scrollato ogni certezza, ogni sicurezza, stimolando la consapevolezza che nulla è scontato, né certo. L’amplificazione del senso di precarietà e d’insicurezza, il venir meno dei piccoli-grandi punti di riferimento ha indotto in tutti, ma in particolare nelle gravide, nelle puerpere e nelle coppie-famiglie con bambini, confusione, disorientamento, ansia, angoscia, preoccupazione, sentimenti di vulnerabilità e fragilità. Le gravide e le puerpere si ritrovano spaesate, disorientate, alla ricerca di un volto conosciuto, di un corridoio noto, ora che i reparti, gli ambulatori a loro familiari sono chiusi, fino a data da destinarsi. Prevale e si diffonde il passaparola del “non so”: non so dove andare a partorire, non so chi ci sarà, non so come sarà… Considerando che i momenti del parto e del post-parto sono per definizione situazioni particolari nella vita di ogni donna, mamma, coppia e famiglia, in cui gli ormoni e le peculiarità amplificano, come una cassa di risonanza, vulnerabilità, emozioni, paure. In momenti come questi a maggior ragione si avverte il bisogno di un nido, di un luogo accogliente, sicuro, conosciuto, in cui ci si sente protetti. Questo bisogno è, al momento, in particolare nei territori sopra riportati, gravemente ostacolato dalle condizioni di disagio e precarietà, conseguenti al sisma che ha colpito l’Emilia,con servizi e strutture frammentati e operatori “sparpagliati”. Le donne, pertanto, sono ancor più spaventate, disorientate;  emozioni, queste, incrementate e alimentate dagli eventi e dal senso di accudimento e responsabilità che nutrono verso il loro bambino. Per non parlare, poi, degli operatori: anche loro hanno perso i loro luoghi, i loro riferimenti, la loro equipe. Insieme al dramma personale, di chi ha perso casa, riferimenti e convive con la paura di nuove scosse, si aggiunge lo stress di doversi confrontare con nuove mansioni, con nuovi colleghi, in nuovi posti di lavoro. Tutto questo compromette significativamente il benessere personale e la qualità dell’assistenza, sia in riferimento agli operatori che alle donne. Le scosse ci hanno fatto e ci fanno tramare, così come fanno tremare ogni nostro esterno, ma una cosa resta e non trema: le relazioni. È su queste che si deve far leva per rincominciare, “rinascere”.

In quel momento d’incertezza e di mancanza di riferimenti abbiamo voluto rilanciare e rinforzare, con il progetto della “Buona Ri Nascita”, il sostegno all’intero settore materno infantile del Ditretto di Carpi e dell’area Nord della nostra Provincia.

Con il progetto “Concerto della Buona RI Nascita” abbiamo voluto dare il nostro contributo ad far RI Nascere la nostra area martoriata dal terremoto partendo da Donne e Bambini,  affermando  il diritto della gente, dei cittadini alla ripresa e alla ricostruzione con un messaggio positivo: “ Noi ci siamo e ci facciamo sentire!” e tutti insieme RINasceremo più forti e belli di prima, investendo sul futuro del mondo: le Mamme e i Bambini.

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